Laureata in architettura, oggi dirige le partite di terza categoria a Torino. La sua vita è cambiata quando è arrivata in Italia per studiare: «Prima c’erano solo i divieti degli ayatollah, un lavaggio del cervello intenso»

«In Iran non potevo neanche entrare allo stadio, in Italia faccio l’arbitra di calcio. Sono cambiata e non tornerei mai più indietro». Sanam Shirvani, 36 anni, architetta iraniana di Rasht, è arbitra di terza categoria a Torino. La sua vita, racconta in un’intervista al settimanale “Oggi” in edicola, è cambiata quando è venuta nel nostro Paese a fare l’università. «Prima c’erano solo i divieti degli ayatollah, un lavaggio del cervello così intenso che ti convinci che la vita non potrà mai essere diversa».

