Ottobre tra passerelle e armadio: cosa indossare mentre le sfilate guardano già all’estate

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Ogni settembre mi ritrovo davanti allo stesso paradosso. Milano ospita la settimana della moda, quest’anno dal 22 al 28 settembre con più di duecento appuntamenti, e le maison mostrano quello che indosseremo la prossima estate, mentre noi, a casa, apriamo l’armadio senza sapere bene cosa mettere con i primi freddi. Per ottobre la risposta non va cercata nelle sfilate di questi giorni ma in quelle di febbraio e marzo, quando sono state presentate le collezioni Autunno-Inverno 2026/27, e ho provato a rileggerle con lo sguardo di chi poi quei vestiti li deve portare in ufficio, a cena, a prendere i figli a scuola.
La prima cosa che salta all’occhio è che il colore è tornato, dopo anni in cui il beige e il grigio sembravano l’unica scelta sicura. In passerella ha vinto il rosso, visto su abiti lunghi, completi sartoriali e maglioni, e intorno a lui si muove una tavolozza calda fatta di marrone cioccolato, verde oliva, borgogna e blu profondo. Pantone ha messo tra i colori di riferimento della stagione due verdi, il Burnt Olive e il Neptune Green. Sul rosso però voglio essere sincera, perché è un colore che mette a dura prova chi lo sceglie senza conoscere il proprio sottotono. Una carnagione calda sta bene con un rosso che tende all’arancio o al mattone, una fredda con il cremisi o il lampone, e chi non se la sente può cominciare da una sciarpa o da un maglione sotto il cappotto cammello. Per il lavoro io preferisco il borgogna e il cioccolato, che hanno l’autorevolezza del nero ma sul viso risultano molto più gentili.
L’altra grande protagonista è la materia. Velluto, suede, cashmere, lane pettinate, pelle e denim scuro rendono più profondi i colori della stagione, e le lavorazioni a coste danno movimento anche al capo più semplice. A Milano il tweed è tornato con una consistenza quasi da armatura invernale, e Louise Trotter, alla sua seconda prova per Bottega Veneta, ha giocato molto su volumi e superfici. Nella vita di tutti i giorni questo significa che un blazer di tweed sopra un jeans scuro, o una gonna di suede con gli stivali, vale più di tanti acquisti fatti d’impulso.
C’è poi una vena nostalgica che attraversa quasi tutte le collezioni, con cappotti dal taglio rétro, jeans a vita bassa, strati sovrapposti, accessori importanti e qualche trasparenza. Anche i capi più comuni cambiano un po’, tanto che il cardigan si è preso la zip. Non tutto è per tutte, e lo dico da consulente. La vita bassa chiede una certa silhouette e le trasparenze in ufficio vanno maneggiate con attenzione, mentre il cappotto rétro è secondo me l’acquisto più sensato della stagione, con la spalla ben costruita, la lunghezza al polpaccio e magari uno dei nuovi colori, perché sistema il look anche quando sotto c’è solo un maglione. A chi ama una femminilità più disegnata consiglio di guardare Dolce & Gabbana, che ha proposto una sartoria a clessidra, tutta in nero, con una sensualità molto controllata.
Ottobre è anche il mese in cui la mattina fa freddo e a mezzogiorno si sta in maniche di camicia, per cui la stratificazione vista in passerella diventa soprattutto una questione di buon senso. Camicia, cardigan o gilet, giacca e un cappotto leggero funzionano se ogni pezzo sta bene anche da solo, e se si resta dentro una stessa famiglia di colore, lasciando che siano i materiali a creare il contrasto.
Infine una raccomandazione che ripeto spesso alle mie clienti. Le tendenze non ci chiedono di rifare l’armadio da capo, e prima di comprare conviene guardare cosa abbiamo già, perché un vecchio cappotto rinasce con una sciarpa borgogna e un jeans scuro sembra nuovo accanto a un blazer di tweed. La mia regola è che ogni capo nuovo deve stare bene con almeno tre cose che possiedo già. E per chi vuole godersi la moda senza spendere, a Palazzo Reale fino al 31 gennaio 2027 c’è la mostra “Dalì e la Moda”, con oltre duecento opere tra dipinti, fotografie, abiti e gioielli, che ricorda come lo stile nasca prima di tutto dall’immaginazione.

di Arianna Petillo, consulente d’immagine

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