“Entre Matière et Âme”: a Parigi l’arte incontra la cura della mente con le opere di Assunta Improta

Data:

PARIGI – Nel cuore della Capitale francese, durante la prestigiosa settimana internazionale di Art Basel Paris 2026, la storica Galerie d’Art 18BIS nel quartiere Saint-Germain-des-Prés (Rive Gauche)ospita la mostra collettiva d’arte contemporanea “Entre Matière et Âme”.

A curare l’impianto critico dell’esposizione è lo storico e critico d’arte Mino Iorio, che descrive il cuore concettuale della rassegna muovendo dal significato profondo della parola francese “Entre” (“tra”): uno spazio relazionale d’incontro in cui l’opera entra in risonanza con lo sguardo dello spettatore, e la dimensione intima dell’individuo si apre all’esperienza collettiva. La mostra, citata e sponsorizzata anche nel numero di ottobre della nota rivista internazionale di settore ‘Arte’, mette in dialogo una ricca selezione di artisti internazionali attraverso pittura, scultura e fotografia.

Tra le presenze di maggior rilievo espressivo si distingue il progetto portato dall’artista Assunta Improta, che estende il confine espositivo della galleria integrando i linguaggi dell’arteterapia nell’ambito del laboratorio Artlux in therapy.

L’opera simbolo presentata dall’artista è “L’Albero universale o albero dell’umanità” (Arbre universel ou arbre de l’humanité, tecnica mista, 50×60 cm, 2025). Questo lavoro nasce da un percorso integrato di arteterapia ed è stato originariamente donato al centro “Casa Impresa Benessere” della ASL Napoli 2 Nord in occasione della sua inaugurazione. L’opera ha già ottenuto importanti riconoscimenti istituzionali e critici, essendosi aggiudicata il 1° posto al Festival dell’Arte e dell’Arteterapia “L’Arte che cura” (IX Edizione 2026) a Napoli, all’interno della Sezione Progetti di Arteterapia firmata dall’Accademia Imago.

Portare l’arteterapia da una struttura di riabilitazione psicosociale come la Casa Impresa Benessere ad una galleria d’arte nel centro di Parigi dimostra la capacità della pratica artistica di superare il valore puramente estetico per farsi strumento terapeutico, umano e sociale.Come sottolineato nel testo critico di Mino Iorio, le diverse pratiche in esposizione interrogano la soglia tra visibile e invisibile – tra materia, emozione, memoria e immaginazione – restituendo all’opera artistica il ruolo primario di testimonianza dell’esperienza umana.

Condividi post:

Iscriviti

spot_imgspot_img

Popolari

Articoli Correlati
Correlati

​Francesco D’Alia: la visione straordinaria dietro il marchio Extra

​A cura di Gemma Caruso​Ci sono storie d’impresa che...

I 40 anni di Lorenzo Crea: un party pazzesco all’Arena Flegrea

Centinaia di ospiti da tutta Italia con musica, spettacolo...

IMPRESE STORICHE E FAMILIARI: TARGA DELLA CITTA’ DI NAPOLI A UGO CILENTO, PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE I CENTENARI

Targa di riconoscimento assegnata dal Comune di Napoli a Ugo Cilento, presidente...