Quando la solitudine diventa un’emergenza: ai Fatebenefratelli di via Manzoni nasce una Casa per gli Anziani

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Intervista a Fra Massimo Scribano, superiore dell’Ospedale Buon Consiglio Fatebenefratelli di Napoli e coordinatore AFMaL della sezione di Napoli, con gli interventi della dottoressa Iannuzzo e della dottoressa Maria Gozzolino
Una nuova iniziativa nasce nel segno dell’accoglienza, della solidarietà e della vicinanza alle persone più fragili. È il progetto “Casa per Anziani – Centro Diurno”, promosso dall’AFMaL – Associazione con la quale i Fatebenefratelli portano avanti da anni attività a sostegno delle persone in difficoltà.
L’obiettivo è creare un luogo di accoglienza, aggregazione e assistenza dedicato agli anziani soli, offrendo loro non soltanto servizi, ma soprattutto ascolto, compagnia e dignità.
A raccontarci la nascita del progetto è Fra Massimo Scribano, superiore dell’Ospedale Buon Consiglio dei Fatebenefratelli di Napoli e coordinatore della sezione AFMaL di Napoli.
.Fra Massimo, da marzo è il nuovo superiore dell’Ospedale Buon Consiglio. Qual è lo spirito con cui sta vivendo questo incarico?
Vivo questo incarico con grande senso di responsabilità e soprattutto come un servizio alla persona. La nostra missione è da sempre rivolta agli ammalati, ai poveri, ai sofferenti e a tutti coloro che hanno bisogno di aiuto. Per questo il progetto dedicato agli anziani rappresenta per noi una naturale continuazione della nostra vocazione.
Come nasce l’idea della Casa per gli Anziani?
L’idea nasce da un confronto con la direzione dell’Ospedale Buon Consiglio. Ci siamo resi conto che molte persone della terza età, pur non avendo necessariamente bisogno di un ricovero, non hanno un luogo dove trascorrere le proprie giornate, socializzare e ricevere attenzione. Da qui è nata la volontà di creare un centro diurno di accoglienza e aggregazione.
Che cosa vorreste offrire concretamente agli anziani?
Vogliamo realizzare un ambiente a misura d’uomo, nel quale gli anziani possano trovare accoglienza, socializzazione e alcune attività dedicate al loro benessere, compresa la fisioterapia. Il nostro desiderio è offrire un’alternativa alla solitudine e creare nuove occasioni di relazione.
Questo progetto si collega anche alla storia dei Fatebenefratelli?

Certamente. La nostra missione nasce nel XVI secolo con San Giovanni di Dio. Il nostro fondatore ha insegnato a riconoscere nell’ammalato, nel sofferente e nel bisognoso una persona da accogliere e accompagnare con amore. Assistere una persona significa prendersi cura della sua dignità. La nostra vocazione è quindi spirituale, ma anche profondamente concreta.
La parola alla dottoressa Iannuzzo
Dottoressa Iannuzzo, direttore sanitario dell’Ospedale Fatebenefratelli, come nasce questa nobile iniziativa e perché avete sentito la necessità di realizzarla?

L’obiettivo dell’AFMaL è da sempre rivolto alle persone fragili. In questi anni stiamo lavorando molto sul tema della fragilità e, dopo la pandemia da Covid-19, ci siamo trovati davanti a un’altra emergenza, altrettanto importante: l’emergenza sociale.
La povertà, la solitudine e soprattutto la condizione di isolamento legata all’età avanzata sono realtà che incontriamo quotidianamente. In ospedale vediamo moltissime persone anziane e ci siamo resi conto di quanto sia difficile, una volta terminato il ricovero, trovare per loro una soluzione adeguata.
Quindi il problema spesso non termina con la dimissione dall’ospedale?
Esattamente. Il momento della dimissione può rappresentare una fase molto delicata. Per alcuni pazienti anziani, soprattutto quelli soli o privi di una rete familiare adeguata, non è semplice trovare un luogo nel quale continuare a vivere in sicurezza e con dignità.
Da questa consapevolezza è nata l’idea di fare qualcosa, anche per una piccolissima fascia dei nostri pazienti: gli anziani soli, fragili e in qualche modo abbandonati a se stessi.
Qual è dunque la finalità principale della Casa per gli Anziani? È soprattutto quella di non far sentire queste persone sole e abbandonate. Vogliamo offrire loro un luogo nel quale possano trovare accoglienza, attenzione, relazioni e sostegno. È esattamente questa la vocazione del nostro ospedale: prenderci cura della persona nella sua globalità.
Per questo nasce il progetto “Casa per gli Anziani – Centro Diurno”.
Un progetto che sembra nascere quindi dall’esperienza quotidiana dell’ospedale.
Sì. Nasce dall’ascolto dei nostri pazienti e dalla consapevolezza dei bisogni che incontriamo ogni giorno. Abbiamo visto che esiste una fascia di persone che rischia di rimanere ai margini e abbiamo sentito il dovere di provare a dare una risposta.
La dottoressa Maria Gozzolino: “Per me è un grande orgoglio sostenerlo”
Dottoressa Maria Gozzolino, direttore amministrativo dell’Ospedale, con quale spirito ha accolto questo progetto?
Questo progetto, fortemente voluto e progettato dalla dottoressa Iannuzzo, mi ha entusiasmato fin dall’inizio. L’attenzione verso gli anziani e verso le persone fragili è un tema che sento particolarmente importante.
Per me è un grande orgoglio poter sostenere questa iniziativa. Credo che un progetto come questo possa rappresentare un aiuto concreto per tante persone che vivono una condizione di solitudine e fragilità.
Quanto è importante, secondo lei, unire le diverse professionalità dell’ospedale?

È fondamentale. Un progetto di questo tipo può nascere e crescere soltanto attraverso una squadra. Servono competenze sanitarie, amministrative, organizzative, ma soprattutto serve una grande motivazione umana. Tutti dobbiamo sentirci parte di una stessa missione.
Solidarietà e partecipazione
Fra Massimo, per realizzare questo progetto è importante anche il sostegno della comunità.
Assolutamente sì. La solidarietà è fondamentale. Abbiamo bisogno dell’aiuto di persone, associazioni, aziende e sostenitori che credano in questo progetto. Ogni contributo può trasformarsi in un gesto concreto verso una persona fragile.
È stata organizzata anche una Cena di Gala per sostenere la Casa per gli Anziani.
Sì. La Cena di Gala “Insieme per il Bene” si svolgerà venerdì 23 ottobre 2026, a partire dalle ore 20, nella splendida cornice del ristorante Villa Vittoria, in via Francesco Petrarca 46, a Napoli.
Sarà una serata all’insegna dell’amicizia, della solidarietà e della condivisione.
A cosa sarà destinato il ricavato della serata?
Il ricavato sarà destinato al progetto “Casa per Anziani – Centro Diurno”. Abbiamo scelto uno slogan molto semplice ma significativo: “Ogni età merita una Casa”.
Perché ogni persona, indipendentemente dall’età, ha diritto a sentirsi accolta, ascoltata e rispettata.
Qual è il messaggio che volete lanciare attraverso questa iniziativa?

Vogliamo dire che nessuno deve essere lasciato solo. Una società davvero solidale deve prendersi cura dei più fragili e deve trovare il modo di stare vicino alle persone quando diventano più vulnerabili.
La Casa per gli Anziani vuole essere proprio questo: un luogo dove ritrovare relazioni, attenzione e umanità.
Un ultimo appello ai lettori e ai sostenitori.
Invitiamo tutti a partecipare e a sostenere il progetto. Anche un piccolo gesto può contribuire a costruire qualcosa di grande. La solidarietà diventa realmente importante quando si trasforma in azione.
“Insieme per il Bene si vince.”
CENA DI GALA “INSIEME PER IL BENE”
Venerdì 23 ottobre 2026 – ore 20:00
Ristorante Villa Vittoria
Via Francesco Petrarca, 46 – Napoli
Contributo di partecipazione: € 70,00
IBAN: IT 58 W 0100503411 00000000 3008
Intestato a: AFMaL – Sezione Napoli
Causale: Cena di Gala
Il ricavato sarà destinato al progetto “Casa per Anziani – Centro Diurno”.
“OGNI ETÀ MERITA UNA CASA”
Un progetto di accoglienza, dignità e solidarietà.
Insieme per il Bene si vince.


 

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